La fine dell’anno a Edinburgh si festeggia per le strade con la
Edinburgh’s Hogmanay, una festa con balli, canti, maschere, teatro di
strada, concerti. Gli eventi iniziano già nei due giorni precedenti.
Infatti, il 29 dalle 18 alle 21 ci si ritrova per la fiaccolata, la
Torchlight Processin che, dalla piazza del Parlamento, va fino alla
collina di Calton Hill dalla quale si domina la città.
Il 30 dicembre dalle 20 a mezzanotte circa in George Street, una delle strade commerciali più lussuose della città, c’è la Night Afore – parola in “dialetto” scots, celtico che in inglese significa before e in italiano prima, quindi la notte prima – con musica, karaoke, esibizioni di balli di tutti i tipi, teatro di strada, cantastorie, dragoni e mostri di ogni tipo. Ogni anno vengono celebrate culture di diversi paesi, quest’anno si è voluto celebrare l’impatto che la cultura dell’area scozzese Highlands nel Nord del paese, da cui molti sono emigrati, ha avuto sul resto del mondo. Le terre di Highlands sono quelle di cui si parla nel celebre film Braveheart – Cuore impavido – e dalle quali proveniva il protagonista William Wallace, interpretato da Mel Gibson. Il 30 sono scesa anch’io per strada e ho visto un’atmosfera interessante e affascinante. Una lunga strada piena di gente, fumi e draghi volanti. All’ingresso della via sulla sinistra nel centro della strada, era posizionato il primo palco, piuttosto grande con due personaggi, un uomo e una donna, in realtà un uomo perfettamente travestito da donna, cantavano e scherzavano. Di fianco al palco, uno schermo con le parole delle canzoni, a tutti gli effetti un karaoke. La gente ballava, ma soprattutto cantava divertita.
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Sono andata avanti, attratta da mostri e draghi volanti che si muovevano sulle teste delle persone. Facevano un certo effetto ed erano suggestive come immagini, anche da lontano. Ma ancora non si capiva bene cosa stava succedendo. Poco dopo ho incontrato un’altro palco con tre giovanissime ragazze tutte suonavano la chitarra e cantavano. Musica prevalentemente di origine celtica e scozzese. Proseguendo la mia attenzione è stata attirata da una casetta bianca con delle finestrelle che si aprivano e chiudevano e dalle quali tutti cercavano di affacciarsi per vedere cosa c’era dentro. Anch’io, con un po’ di pazienza sono riuscita a conquistare una finestrella e ho visto degli attori mettevano in scena sketch comici con una scenografia da tipica casetta scozzese, con il caminetto, finto proiettato con un televisore, colori e disegni scozzesi su poltrone e pareti. Più avanti su un altro palco si alternavano ballerini di varia natura. Coppie, donne, uomini, ragazzi. Mi ha colpito la disinvoltura e l’allegria con la quale queste persone si esibivano. Ci si potevano aspettate belle donne, con lustrini e costumi sensuali, mentre c’erano persone semplici e comuni. Particolarmente coinvolgente è stata la coreografia di 4 ragazzi con il tradizionale gonnellino scozzese, il Kilt, che hanno ballato veramente bene, divertendosi e facendo divertire il pubblico. Nel frattempo si vedevano passare tra la folla figure strane, mostri, formiche, mosche, oppure esseri difficilmente classificabili, mostri in formato gigante. Erano delle maschere, all’altezza dei più grandi carnevali del mondo, come Rio, molto ben fatte, indossate e create facendo in modo che il corpo dell’attore fosse un tutt’uno con i trampoli di legno su cui tutti camminavano per essere a un altezza superiore e quindi visibili a tutti anche da lontano. Alcuni di questi mostri erano accompagnati da degli altri attori, che raccontavano delle storie, come di elfi e maghi. Le persone, anche moltissime famiglie con bambini si sono lasciati trasportare da queste creature, incuriositi anche dai giganteschi draghi che abilmente manovrati da uomini mascherati, andavano da una parte all’altra della strada facendo finta di “divorare” persone sul loro cammino.Come previsto verso mezzanotte tutto è finito e piano piano le luci si sono spente, i palchi smontati, solo è rimasto il necessario alla serata del 31.
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