Combattere gli stereoti per dare spazio a narrative differenziate e non
dare un’immagine ideologicamente positiva del gay. Brasile, tra getto e
terra d’incontro con il diverso, dove gioire della vita com alegria anche quando questa non è generosa.
Oltre il carnevale
Uno storico americano, James Green autore del libro Além do carnaval (Oltre il carnevale), sulla storia dell’omosessualità maschile in Brasile, ci dice che i gay vivono nel centro della città di São Paulo sin dal XIX secolo. Persone accomunate dallo stesso stigma, verso cui è sviluppato un preconcetto è più facile che si aggreghino per vivere lontano dai pregiudizi. Come è successo al Village di New York, in alcuni quartieri di San Francisco o in parte a Ipanema a Rio de Janeiro.
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Da ghetti a quartieri alla moda
In questi posti si fanno cose che non si farebbero in altri luoghi
della città. Posti di maggiore libertà, sì, ma che possono anche
diventare ghetti dove vivere fuori, come protetti, all’esterno o
all’interno da qualcosa di altro, comunque mondi separati. È vero però
che proprio perché i gay in queste aree sono maggioranza, che si
sviluppa per gli altri abitanti o frequentanti non gay, che comunque
esistono, una maggiore tolleranza fino a diventare indifferenza per
alcuni comportamenti che in altre zone non sarebbero accettati.
Diventano in alcuni casi quartieri, zone in, alla moda, dove si
sviluppa un’intensa vita notturna aperta a tutti e che permette
l’incontro tra diversi.
Moralismo religioso e luogo dell’esperimento com alegria
Nonostante si abbia l’idea di un Brasile aperto, disinvolto, soprattutto nei costumi sessuali, anche qui non mancano pregiudizi e chiusure. Un moralismo ereditato dai gesuiti inculturatori a sostegno del colonialismo, oggi fortemente presente anche nella diffusissima religione evangelica. Ma il Brasile è certamente un luogo dell’esperimento, una terra d’incontro con il diverso che ha prodotto e continua a produrre ibridazione e quindi creazione del nuovo. Un nuovo che spesso s’incentra sull’uomo e sul suo stare al mondo. Con la necessità di gioire della vita com alegria anche quando questa non è generosa.
Gay, lesbiche e simpatizzanti
Considerato una vera e propria subcultura il mondo gay in Brasile si è dato una prima denominazione GLS (gay, lesbiche e simpatizzanti) e da circa un anno o poco più si è passati alla più complessa GLBT, gay, lesbiche, bisessuali e transegêneros (transessuali). Queste sono anche le tipologie con cui vengono distinti, nelle riviste cittadine sulla vita notturna, spettacoli, ristoranti, teatri, pub e bar, esplicitamente dedicati. Pub dove ti siedi tranquillamente, come faresti in Italia, solo che intorno a te, ci sono omosessuali. Si beve una birra e come una coppia innamorata ogni tanto ci si scambia effusioni e baci, solo che a farlo sono due donne, oppure due uomini. E non è necessario immaginare chissà che persone con chissà quale look. Sono persone normalissime, di tutte le età, magari appena uscite dall’ufficio che si sono incontrate con il partner per bere una cosa, per fare due chiacchiere. (...)
(«New Politics», Anno 2 nº 9, Gennaio 2006)
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